Emergenze: il gruppo CRI Sangiacomo

elicotteroSviluppiamo in queste pagine, grazie ad Alex Chiabra ed agli amici del Gruppo CRI Sangiacomo, alcuni argomenti importanti per chi vive o per chi frequenta anche sporadicamente il Comprensorio.
Notizie utili ed importanti da sapere.
Con l’occasione l’Associazione Parpaiun ringrazia tutti i volontari che dedicano tempo e passione ad aiutare il prossimo, sia per il servizio nei Paesi sia per quello sulle piste.
A fondo pagina trovate l’elenco dei volontari.

INTRODUZIONE E NOTIZIE PRATICHE
Cosa vuol dire ‘avere bisogno di soccorso’? La banalità di questa domanda è sconcertante, come è altrettanto sconcertante la quantità di risposte possibili.
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Fortunatamente, viviamo mediamente in un ritmo di normalità nel quale possiamo far fronte da soli o con piccoli ausili alle piccole difficoltà, ma improvvisamente, questo ritmo normale può interrompersi per una miriade di motivi ed ecco che noi e quello che abbiamo immediatamente a disposizione, diventa improvvisamente insufficiente: in questo caso, indipendentemente dal tipo di bisogno, abbiamo bisogno di un soccorso, di un qualcosa o un qualcuno che abbia la forza o gli strumenti necessari per superare questa difficoltà. striscione-cri
Come dicevo, un preambolo banale, ma, come vedremo, necessario. Il concetto di soccorso va visto in questa ottica per non cadere in equivoci. Siamo abituati a far coincidere il concetto di soccorso con quello della tragedia, ma non è proprio così, proprio come spesso pensiamo di non averne mai bisogno, di non rientrare nella categoria di “quelli che ne hanno bisogno”. Eppure, queste difficoltà di cui parlo, sono sempre dietro l’angolo. Senza cadere subito nell’argomento sanitario, faccio un rapido esempio: si buca una gomma della macchina, scendiamo, tiriamo fuori la ruota di scorta, proviamo a cambiarla, ma vediamo che la ruota di scorta è sgonfia. Cosa facciamo? Rimaniamo fermi o chiediamo aiuto in qualche modo? Ci mettiamo ad urlare in mezzo alla strada? Telefoniamo a qualcuno? Prendiamo a calci la ruota ribelle? soccorso1

Ci sediamo e aspettiamo che si rigonfi da sola? Qual è la cosa migliore da fare? Fate tutte le vostre ipotesi, poi scegliete quella che reputate migliore ma, comunque, voi avrete bisogno di qualcuno. A seconda delle scelte che farete, perderete più o meno tempo, avrete un risultato buono o cattivo. Poniamo che invece della ruota bucata ci sia una persona che ha immediato bisogno di aiuto perché sta male: in questo caso le scelte devono essere poche e precise: è escluso perdere tempo, è escluso sbagliare. Magari non avremo tutti i mezzi per aiutarla, ma potremo fare quelle ‘piccole cose’ che possono cambiare tutto. Mi spiego meglio. La vostra macchina, fortunatamente, funziona perfettamente, ma a lato della strada c’è una persona in difficoltà perché non riesce a cambiare la ruota di cui sopra. soccorso2

Vi fa un cenno chiaro di richiesta di aiuto, vi fermate, vi bastano pochi secondi, magari per sbullonare una ruota che da sola non sarebbe riuscita a mollare. Una piccola cosa da parte vostra e la persona in questione può riprendere il viaggio.
In molti casi, questa stessa cosa può essere fatta su persone che stanno anche molto male. Non trasformeremo nessuno nei protagonisti di ER, non è questo il nostro intento, ma vorremmo farvi capire cosa significa chiedere aiuto, saperlo chiedere e, nei limiti, saper rispondere.

Volontari del soccorso in azione sulle piste

Volontari del soccorso in azione sulle piste

LA CHIAMATA DI SOCCORSO

Il passo fondamentale in caso di richiesta di soccorso è la comunicazione con la centrale operativa.
Il numero di telefono da comporre in caso di necessità sanitarie è il 118, numero gratuito che può essere comunque composto da cabine del telefono o da cellulari anche senza credito residuo. Questo numero mette in comunicazione con una centrale operativa in grado di raccogliere i dati necessari per poter inviare i soccorsi più adeguati e tempestivi. Il personale è composto da operatori, medici e infermieri ed è collegato ad altre centrali operative, quindi, sono generalmente in grado di capire se è necessario inviare anche altre forze, come i Vigili del Fuoco o i Carabinieri. Non telefonare mai, ad esempio, ad una sede periferica di Croce Rossa o Pubblica Assistenza, con l’idea che magari sia più vicina: sarà il 118 in pochissimo tempo a scegliere il mezzo più idoneo per arrivare sul posto e il personale con cui parlerete è meglio preparato per capire le vostre esigenze.

Come effettuare la chiamata
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Anche se, comprensibilmente, ci si può trovare psicologicamente in una situazione piuttosto difficile, è fondamentale che, chi è testimone di un evento e debba riferirlo ad una centrale operativa, faccia tutto il possibile per guadagnare un minimo di calma e rispondere lentamente e precisamente a tutte le domande che verranno fatte dall’operatore. Non bisogna chiedersi quale può essere l’utilità immediata di ciò che viene chiesto, ma limitarsi a rispondere: a volte vengono chieste cose che solo in apparenza possono sembrare distanti dall’emergenza che stiamo testimoniando, ma, ovviamente non è così.
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La raccomandazione generale è di non dover dare risposte verosimili ad ogni costo: se non si è sicuri immediatamente di una cosa è meglio dichiararlo subito e piuttosto prendere qualche secondo in più per verificare ciò che si sta per dire: la centrale operativa, per quanto formata da esperti di indubbia capacità, è completamente cieca e gli occhi con cui “vede” l’accaduto, saranno i vostri: ogni decisione presa, partirà dall’esattezza di ciò che riferirete!
Questa è una piccola, grande responsabilità che si accolla chi fa la chiamata ed è un passo decisivo per qualsiasi sviluppo dell’intervento.
Vediamo ora quali sono generalmente queste domande e in seguito, punto per punto, affronteremo ogni aspetto.
1. Dove è accaduto:
o esatta località, strada, in caso di autostrada direzione di marcia, elementi utili per l’identificazione del luogo (fiumi, ponti, campanili…)
2. Numero telefonico da dove si chiama
3. Cosa è accaduto:
o malore, incidente, malattia…
4. Numero e condizioni degli infortunati:
o sono coscienti?
o respirano?
o sono incastrati?
o vi sono emorragie?
o vi sono fratture evidenti?
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1 – Conoscere con precisione il punto esatto dell’evento può essere determinante, specialmente per quanto riguarda il comprensorio di SG. Le diverse centrali operative 118 territoriali hanno specifici territori di competenza e possono gestire al meglio eventi che capitano nel proprio comprensorio. Nel territorio di SG, per la sua particolare conformazione e posizione geografica, pur ricadendo nella competenza del 118 di cuneo, a causa dei ripetitori dei telefoni cellulari, che possono essere attivati anche a grande distanza, può capitare che a rispondere non sia Cuneo ma Torino o addirittura Savona, specie se ci si trova nelle parti più alte delle montagne e delle piste da sci. Questo è un problema relativo, sapendolo, perché chiunque risponda è in grado di dirottare la vostra chiamata alla centrale di competenza, ma, ovviamente, voi, PER PRIMA COSA, dovete dire da dove chiamate, dicendo, nell’ordine: provincia, paese, via e numero civico. Così facendo, l’operatore richiamerà la vostra posizione sul computer e vedrà immediatamente qual è il mezzo di soccorso più viicino a voi.
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2 – I nuovi centralini adoperati nelle centrali 118 raccolgono automaticamente i dati del chiamante, anche se si usano numeri nascosti da fisso o cellulare, ma è comunque buona norma ripetere il numero localmente quando richiesto: questo, serve immediatamente all’operatore nell’eventualità di dover richiamare per avere comunicazioni successive: il contatto diretto con la centrale è fondamentale: cercate, dopo la chiamata di tenere il numero che avete utilizzato sempre libero, dato che potrebbero esservi fornite indicazioni preziose per facilitare il soccorso. Nel caso che il cellulare da cui avete chiamato non fosse più disponibile o utilizzabile, se ne avete un altro a disposizione, richiamate subito la centrale per fornire il nuovo numero.
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3 – Per dare la risposta di soccorso migliore, l’operatore farà alcune domande specifiche, circa la natura dell’evento. Capita spesso che chi chiama, preso comprensibilmente dall’ansia, possa pensare che si sta perdendo troppo tempo a fare domande inutili e ogni domanda possa ritardare l’arrivo dei soccorsi. In realtà, soprattutto quando si tratta di casi gravi, la chiamata non è ascoltata da una persona sola ma da un secondo operatore o direttamente dal medico operante in centrale che, già dal primo allarme sta attivando i soccorsi: molto spesso, ancora prima che la telefonata sia finita (sempre parlando di casi gravi), il mezzo di soccorso è già partito! Per i soccorsi è fondamentale capire di che tipo di evento si tratta per ottimizzare la macchina dei soccorsi: a seconda della patologia rilevata o ipotizzata, possono essere inviati diversi tipi di soccorso o devono essere allertate strutture specifiche. In seguito analizzeremo voce per voce cosa si intende per trauma o malore, analizzando, per quanto possibile le principali patologie.

4 – Occorre essere molto precisi nell’indicare quante persone sono rimaste coinvolte magari in un incidente e dare per sommi capi le condizioni generali di ognuno: quanto più si è precisi, quanto più i soccorsi saranno adeguati all’evento: un solo mezzo di soccorso non è in grado di gestire al meglio un alto numero di feriti e se questa valutazione fosse fatta solo all’arrivo dei soccorsi, verrebbe perso troppo altro tempo per farne arrivare altri.

Passiamo ora a descrivere le principali evenienze mediche e traumatche.

Tipologie di emergenze traumatiche
Per trauma, intendiamo qualsiasi lesione provocata ad una persona da agenti esterni, quindi parleremo, in linea generale di ferite, fratture, schiacciamenti, ustioni. Si tratta di una casistica estremamente frequente e comprendente qualunque grado di gravità possibile. Per queste ragioni, un’attenta valutazione è necessaria, prima di intraprendere qualsiasi iniziativa.
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In termine generale, si definisce ferita qualsiasi interruzione dei tessuti interni ed esterni del corpo, come, per esempio, un taglio. Le ferite possono essere provocate da un’infinita quantità di cause, da corpi taglienti, superfici abrasive, ecc. più le ferite sono estese e profonde, più la loro gravità aumenta. Occorre fare attenzione al fatto che ferite molto piccole possono essere gravissime, mentre altre, decisamente più appariscenti, non rappresentano immediatamente un pericolo di vita. Per capire questo concetto, paragonate una coltellata penetrata in profondità con un’abrasione causata da una scivolata sulla ghiaia: sovente, il sanguinamento, nel caso della coltellata può essere minimo, anche se sono stati interessati organi interni, mentre nel secondo caso, l’emorragia, cioè la fuoriuscita di sangue, può essere anche consistente. Cercate immediatamente di venire a conoscenza delle cause della ferita: anche nel caso di un’abrasione, potrebbe essere successo che il ferito sia caduto da un’altezza considerevole, strisciando durante la caduta e l’unico segno esteriore di ferite, in questo caso, sarebbe solo l’abrasione.
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Conoscere quindi la dinamica di un incidente è fondamentale e più questo incidente (sia esso domestico o stradale) è stato violento, più dobbiamo sospettare che il paziente sia più grave di quello che sembra, anche perché in casi del genere è facile che siano presenti anche fratture, ossia rottura o incrinatura delle ossa del corpo. Le fratture non sono solo causa di dolore o immobilità, ma uno dei problemi principali che causano sono le emorragie, sia a causa delle funzione fisiologica delle ossa, sia che i monconi ossei, molto affilati, possono ledere vene e arterie oltre ad organi interni. Per questa ragione, oltre alla prevenzione di serissimi danni spinali in caso di frattura delle ossa della schiena, occorre attenersi strettamente ai consigli su cosa fare in caso di trauma. A titolo di informazione, basti sapere che una frattura delle ossa del bacino, provoca in genere un’emorragia di circa un litro e mezzo di sangue, che, a meno di altre ferite, rimane all’interno del corpo (emorragia interna). Spesso lo schiacciamento di un arto o dell’addome, dà, nell’immediato, pochi segni esteriori oltre al dolore, ma all’interno del corpo possono essere presenti lesioni importanti, tali da richiedere un immediato intervento di soccorso.
Esercitazione CRI

Un’altra categoria di ferite la cui frequenza negli incidenti domestici è piuttosto alta è l’ustione, un’interruzione dei tessuti provocata da agenti esterni come l’eccesso di freddo, di calore, dal contatto con agenti chimici o elettrici (folgorazione). Le ustioni possono presentarsi con gradi di estensione e gravità molto diversi, ma, in ogni modo, non devono mai essere sottovalutate, in quanto, anche ustioni molto leggere, ma estese come ad esempio la classica scottatura da sole, possono avere conseguenze serie se non trattate adeguatamente. L’ustione, crea generalmente interruzioni di tessuto più estese rispetto alle ferite, con diverse conseguenze: prima di tutto, c’è una forte perdita di liquidi, che può essere causa di shock, inoltre, nel medio termine, la mancanza di protezione dei tessuti, espone l’organismo a seri rischi di infezione, infine, nelle ustioni più gravi, si può avere, anche a distanza di diverso tempo un blocco renale, a causa delle impurità derivanti dall’ustione e presenti nel sangue che “bloccano” letteralmente i nostri filtri naturali. Non descriviamo qui quanti e quali sono i tipi di ustione, anche se raccomandiamo di approfondire qui l’argomento a che ne fosse interessato e di leggere cosa fare in caso di ustioni.
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Cosa fare se…

Non esiste una ricetta sicura per fare sempre la cosa migliore in ogni situazione, ma tenere a mente alcuni consigli può essere fondamentale per compiere delle scelte perlomeno appropriate. La parte che segue, contiene delle linee guida volutamente generiche, che rappresentano, a mio avviso, il minimo delle nozioni che chiunque possa essere in grado di conoscere ed applicare in tutta sicurezza. Ed è proprio la sicurezza la cosa fondamentale che voglio far entrare nella testa a chi si accosta a questi articoli: il principio base che viene insegnato per primo ad ogni soccorritore, sia esso professionista, volontario, occasionale è l’AUTOPROTEZIONE, cioè sviluppare la capacità di non rimanere coinvolto nello stesso incidente che vede coinvolta la persona che stiamo soccorrendo. Questo vuol dire non buttarsi in mezzo ad una strada per soccorrere una persona che è stata appena investita senza verificare che il traffico sia fermo, o soccorrere un folgorato senza togliere prima la corrente. Purtroppo, quando ci troviamo in mezzo a casi di una certa gravità, tendiamo ad escludere tutto ciò che non riguarda direttamente l’evento che affrontiamo, anche perché magari si tratta di una persona cara e psicologicamente “non capiamo più niente”. E’ però in questo momento che ci viene richiesto lo sforzo più grande: essere consapevoli che da noi e solo da noi può partire un soccorso appropriato e se anche rimaniamo coinvolti, saremo solo una vittima in più!
Una volta verificate le condizioni di sicurezza, dobbiamo capire cosa è successo e comunicarlo a chi ci può dare un soccorso appropriato: è in questa fase che dobbiamo diventare gli “occhi” del 118 e spiegare loro quello che è successo e quello che vediamo.
Cercando sempre di controllarsi al meglio, cercate, con il massimo della lucidità, di osservare ogni cosa attentamente, nella persona, nell’ambiente, nel variare delle condizioni: facendo così, potrete ottenere notizie importanti.
esercitazione di soccorso
In attesa dell’arrivo dei soccorsi, potrete essere non solo degli spettatori, ma sarete in grado anche di fare cose, magari semplici e banali ma che possono fare veramente la differenza!
Ripeto ancora una volta che questi sono solo consigli e fra i consigli c’è quello di frequentare un corso di primo soccorso certificato per poter applicare in tutta sicurezza le tecniche a cui accennerò.

Emorragia
in caso oltre alle ferite siano presenti anche copiosi sanguinamenti (emorragie), la prima cosa da fare, dopo averla disinfettata, è coprire la ferita con materiale sterile spesso (esempio un pacco di garze) e applicare una pressione sul punto di lesione. Successivamente si può applicare ghiaccio non direttamente sulla ferita, ma sopra alle garze e sollevare l’arto sopra al livello del cuore. Manteniamo poi la posizione per qualche minuto o fino a quando il sanguinamento non smette. Se in questo modo l’emorragia non si arresta, chiamare subito il 118.
Il controllo delle fuoriuscite di sangue è fondamentale, in quanto se non gestito, può portare il paziente in stato di shock emorragico in caso di ferite importanti, rendendo problematico anche il BLS per carenza di fluidi. Non bisogna perdere la calma e concentrarsi a fare il meglio possibile la pressione. Sconsigliamo l’uso di lacci emostatici o simili, in quanto, se usati in modo improprio, possono causare gravi danni al sistema circolatorio: anche nel caso estremo di amputazioni, è preferibile tamponare direttamente il fronte del moncone che ricorrere a questa tecnica

cosa fare in caso di ferite

La pulizia è un passo necessario e va fatto con acqua o soluzione fisiologica se disponibile, in modo da eliminare ogni traccia di terra o altro, poi disinfettarle. Per la disinfezione, si può utilizzare acqua ossigenata (che svolge anche una leggera azione antitetanica) o altri disinfettanti; è sconsigliato l’uso di alcool denaturato che brucia e ha un basso potere disinfettante. Dopo averle medicate, le ferite vanno coperte con materiale sterile.
Se le ferite sono particolarmente estese o profonde, è preferibile limitarsi a tamponare l’emorragia ed astenersi dalla disinfezione in attesa di soccorso avanzato.
Qualora la ferita determinasse l’amputazione parziale o completa di un arto, chiamare immediatamente il 118, informando sulla situazione in corso e attenendosi alle indicazioni che verranno fornite, le quali, generalmente, riguardano la preservazione della parte amputata che, se possibile, va conservata al freddo e in ambiente completamente asciutto (si consiglia di chiudere la parte in un sacchetto ermetico ed immergerlo in un misto di acqua e ghiaccio).
Se la ferita è causata da un corpo estraneo, tuttora infilato nella ferita, si consiglia vivamente di non rimuoverlo ma, se possibile, fissarlo con garze e cerotti in modo che si muova il meno possibile. Anche in questo caso, va data tempestiva notizia al 118.

Cosa fare in caso di fratture

La frattura è la conseguenza di un trauma più o meno violento e, in età avanzata, può anche avere origini patologiche. E’ sempre necessario valutare la ragione immediata per cui tale frattura si è verificata, per sospettare eventualmente traumi “invisibili” anche più gravi: è il caso di cadute o incidenti. La raccomandazione generale è di evitare il più possibile il movimento del paziente per evitare lesioni secondarie ma non per questo meno gravi, ad esempio a carico della colonna vertebrale o causare emorragie cercando di riallineare i monconi ossei. In questi casi, avvisare prontamente il 118 e dare un quadro della situazione, dinamica dell’evento e condizioni generali del paziente. Il consiglio, specie in caso di incidente o di cadute, sia che il paziente sia steso per terra o seduto, di tenergli ferma la testa con due mani ed eventualmente coprirlo, dato che questo tipo di lesioni provocano un abbassamento repentino della temperatura corporea. Non cercate di rialzare una persona in queste condizioni. In caso di fratture agli arti, se il paziente è in grado di farlo, permettergli di assumere la posizione meno dolorosa ed eventualmente immobilizzarlo in questa posizione. E’ consigliabile evitare il trasporto di persone con sospette fratture di grandi arti o colonna vertebrale se non con appositi ausili: anche se l’attesa sembra interminabile è preferibile procedere con i giusti mezzi!
Sorvegliare sempre lo stato di coscienza del paziente.

Cosa fare in caso di schiacciamento

Se il paziente è incastrato, richiedere immediatamente, tramite la centrale del 118, l’invio dei Vigili del Fuoco. Se il paziente è stabile, è preferibile attendere il loro intervento, dato che le operazioni di sollevamento e disincarcerazione possono essere molto rischiose e peggiorare la situazione, quindi non vanno intraprese iniziative se non c’è immediato pericolo di vita o se si cerca di improvvisare. Valutate attentamente le vostre azioni prima di compierle! Ricordatevi inoltre di coprire il paziente anche se fa caldo.

cosa fare in caso di ustioni

in caso di ustione, la prima cosa da fare è allontanare il paziente dalla causa di ustione facendo estrema attenzione a non rimanere coinvolti nello stesso incidente, specialmente se ci troviamo davanti a rischio di folgorazione o incendio. Prima di intervenire, facciamo in modo che ciò che ha causato l’incidente non possa fare in nessun modo altri danni: un ustionato solo è più facile da soccorrere di due. Togliere quindi la corrente allontanare eventuali cavi scoperti con bastoni di legno o simili, chiudere rubinetti del gas, spegnere in modo certo il fuoco e fare attenzione alla presenza di sostanze chimiche ustionanti insospettabili o addirittura invisibili. Ricordarsi che i vestiti di una persona che è stata appena ustionata possono essere caldissimi e ustionare a loro volta le mani dei soccorritori. Anche le parti metalliche esposte al fuoco mantengono per lungo tempo il calore.
Detto questo è importante stimare l’entità del danno subito, valutando l’estensione dell’area colpita e parallelamente la profondità dell’ustione. Le ustioni di primo grado comportano di solito un leggero fastidio (assimilabile ad una scottatura solare); quelle di secondo grado sono accompagnate dalla formazione di vescicole sulla pelle e da dolore, mentre quelle di terzo grado sono caratterizzate dalla carbonizzazione della parte superficiale della pelle e dall’assenza di dolore.
Comunicare immediatamente questi dati al 118, insieme allo stato di coscienza del paziente e, in caso di contatto con sostanze chimiche, dare indicazioni, se possibile della sostanza.
In caso di ustione, bisogna subito coprire con materiale sterile la zona colpita; se i vestiti o altro è rimasto incollato alla pelle, non cercare di rimuoverli (al massimo, ritagliare il tessuto intorno). Se l’ustione è causata da agenti chimici, prima di disinfettare e coprire l’area, provvedere ad un lavaggio con abbondante acqua corrente.
In ogni caso, non sottovalutare mai questo tipo di lesioni: è sempre consigliabile una visita medica per scongiurare il rischio di infezioni

Perdita di coscienza

Possiamo definire la perdita di coscienza come l’interruzione dell’interazione di un individuo col mondo esterno: mancanza di risposte anche non verbali alle domande, assenza di reazione agli stimoli dolorosi e allo scuotimento. Il persistere di questa situazione, fa presupporre la presenza di condizioni fisiologiche anomale, le cui cause possono essere molteplici, ma che devono farci sospettare che il paziente sia potenzialmente in pericolo di vita, in quanto non è in grado di badare a sé stesso e potenzialmente non è in grado di mantenere le funzioni vitali di base, cioè battito del cuore e respiro. La persona incosciente va continuamente monitorata secondo le linee guida del BLS. Se l’incoscienza non è derivata da un trauma ma da un malore e se le funzioni vitali sono presenti, il paziente va posto in posizione laterale di sicurezza e mantenuta in costante osservazione fino all’arrivo dei soccorsi. In attesa dell’arrivo, raccogliete quante più notizie possibili sull’evento: dfa quanto tempo persiste l’incoscienza, cosa è successo, il paziente soffre di particolari patologie, ha assunto cibi/medicinali/bevande che possano aver indotto tale stato e riferitelo prontamente. Ricordate che una persona incosciente può andare incontro ad una forte dispersione di calore e va adeguatamente coperta e isolata dal terreno. Se la perdita di coscienza avviene per un trauma, attenetevi con scrupolo a quello che vi verrà comunicato dal 118 e comunque vale la regola generale di non spostare e non cercare di rimettere in piedi la vittima ad ogni costo.

Cosa fare in caso di dolore toracico

Con la definizione di dolore toracico, si indica una sofferenza generica localizzata in linea di massima nella zona intorno al cuore, sia anteriore che posteriore, la cui persistenza e presenza può indicare una sofferenza cardiaca di varia gravità. Non sempre un “dolore toracico” vuol dire infarto, ma il semplice sospetto che lo possa essere, è un motivo sufficiente per un allarme. L’infarto è una delle prime cause di mortalità e di invalidità in occidente. La prevenzione rimane sempre la medicina migliore e invitiamo chiunque legga ad osservare le indicazioni del Ministero della Salute http://www.ministerosalute.it/dettaglio/pdPrimoPiano.jsp?id=120&sub=0&lang=it
insieme ad uno stile di vita corretto ed equilibrato, ma nonostante questo, occorre essere preparati ad ogni eventualità. Nessuno di noi è in grado di operare diagnosi all’insorgenza di dolore toracico: lo stesso medico ha bisogno di analisi e apparecchiature per poter dare risposte certe. Noi possiamo limitarci ad un sospetto, che, come ho detto, potrà essere confermato solo da analisi approfondite. Questo vuol dire non sopravvalutare, ma neppure sottovalutare quello che sta accadendo. La precocità dell’intervento medico è fondamentale per ridurre al minimo gli eventuali danni di un infarto.
Il dolore, in genere si presenta (ma non è una regola) associato al tipico formicolio del braccio sinistro fino al terzo dito della mano, con un dolore che si irradia dalla zona intorno al cuore fino alla spalla e il braccio. Altre volte è associato con un mal di schiena “alto” o un senso di mancata digestione. Spesso, il paziente assume un colorito tendente al grigiastro con “sudore freddo” persistente. Si può avere se non un vero e proprio dolore un “senso di oppressione” sulla gabbia toracica anche con difficoltà respiratoria. Si tratta di forme di reazione dell’organismo per compensare il deficit cardiaco. In questi casi, bisogna impedire al paziente qualunque movimento, fargli assumere una posizione semiseduta, tranquillizzarlo e non fargli assumere nessun liquido o medicinale se non disposto da un medico.

BLS

Data la complessità dell’argomento, ritengo utile dare in questa sede solo un accenno consigli per poter avere informazioni e formazione il più esaurienti possibile. Il BLS si propone di mantenere per quanto possibile in attività le funzioni vitali di base di una vittima, inducendo artificialmente il respiro e il battito del cuore fino al ripristino della spontaneità o all’arrivo di soccorsi avanzati. Le azioni da compiere vanno apprese in un apposito corso e, pur nella loro semplicità, sono un atto fondamentale di soccorso. La sequenza da seguire è regolamentata a livello internazionale da associazioni che in base ad indagini e statistiche, creano dei protocolli di intervento che vanno poi applicati sul territorio. In Italia, vengono applicate le linee guida IRC http://www.ircouncil.it/, per quanto riguarda la rianimazione cardiopolmonare effettuata da personale sia sanitario che non sanitario. L’invito è quello di seguire un corso apposito, frequentemente organizzati ad esempio dalla Croce Rossa o altre associazioni di soccorso. Potrei farvi l’elenco di ogni atto necessario, ma il BLS è fatto soprattutto di pratica e allenamento. Non si tratta di nulla di difficile, ma solo con le parole non si salva nessuno!
Sul territorio di S. Giacomo è presente anche un aiuto fondamentale per le manovre di BL e si tratta del defibrillatore semiautomatico (DAE), a disposizione del medico di base o di volontari appositamente addestrati al suo in caso di emergenza. La sua presenza è un risultato importante ed è un anello d’acciaio nella cosiddetta “catena della sopravvivenza” http://freeweb.supereva.com/emergenzemediche.freeweb/primo/catena.htm?p , di cui fa parte chiunque prenda parte ad un soccorso, sia esso anche solo uno spettatore.

Cos’è lo shock

Con shock non si intende lo spavento derivante da un evento o l’impressione suscitata dalla vista di un determinato avvenimento, ma si tratta di una vera e propria sintomatologia medica che può insorgere per vari motivi, ogni qual volta nell’organismo si verificano squilibri violenti ne metabolismo o nella circolazione. I segni associati sono molteplici e vanno dalla sudorazione fredda, il raffreddamento degli arti, il cambio di colore della cute, l’aumento della frequenza respiratoria e della frequenza cardiaca, magari associato per contro ad un brusco abbassamento della pressione sanguigna. Le cause possono essere di origine traumatica (per esempio emorragie) o medica (per esempio infarto) o causato da intossicazione (shock anafilattico) o ancora da patologie neurologiche. Come al solito, non sta a noi praticare diagnosi, ma è nostro compito dare la giusta importanza all’evento e avvertire immediatamente il 118,sorvegliando attentamente il paziente e ponendo in essere tutte le tecniche di soccorso che conosciamo e siamo sicuri di saper applicare.

Tipologie di emergenze mediche

E’ pressoché impossibile fare descrizioni o riassunti di tutte le patologie mediche e traumatiche possibili ed è, a mio avviso, anche perfettamente inutile scrivere una piccola enciclopedia medica: le diagnosi vanno affidate ai medici che sono in grado di dare risposte dopo esami accurati, ma allora cosa possiamo fare? Il nostro compito di spettatori o soccorritori occasionali è quello, prima di tutto, di capire che “qualcosa” sta succedendo: “cosa” sia non ci interessa più di tanto, ma il semplice fatto che stia accadendo deve far scattare dentro di noi un campanello di allarme.
Il grande problema, quando si tratta di affrontare patologie mediche acute, è che spesso, al suo insorgere, viene molto sottovalutato sia dal paziente che da chi gli sta intorno, nella speranza che il dolore passi così come è venuto. Questo comportamento può essere veramente dannoso, in quanto, per tutte le patologie acute, come l’infarto o l’ictus, il fattore tempo è la principale medicina che uno spettatore può somministrare. Quando vediamo comparire determinati sintomi, la nostra reazione immediata deve essere per prima cosa chiamare soccorso; più avanti vedremo le principali categorie di sintomi che meritano la nostra attenzione, ma a priori, ricordatevi che è meglio chiamare soccorso una volta di più che una volta di meno. Questo non vuol dire assumere un comportamento irresponsabile e chiamare il 118 ogni volta che si starnutisce, ma quando un campanello di allarme suona, ed è piuttosto facile da riconoscere, non bisogna esitare neppure un attimo!

Per farvi capire brevemente le motivazioni dell’importanza del fattore tempo, sappiate che un individuo normale, in assenza di respiro e di battito cardiaco ha a disposizione un tempo massimo di circa sei minuti per fargli riprendere artificialmente o naturalmente le funzioni vitali di base senza causare danni cerebrali rilevanti: entro i sei minuti si hanno statisticamente circa il 50% di possibilità di sopravvivenza, dai sei minuti in su, ogni minuto di assenza di polso e respiro, abbassano del 10% questa possibilità.

Lo stato di arresto cardiaco non sempre avviene contemporaneamente all’insorgenza dei primi sintomi e ci sono accorgimenti per evitare, in diversi casi, di arrivarci. La tempestività, insieme alla capacità di cogliere questi segni sono alla base di un soccorso che potrebbe ribaltare un esito anche letale.

Ma quali sono questi sintomi?
In caso di malore, il segno più eclatante è la perdita di coscienza, quando cioè una persona non risponde più ad alcun tipo di stimolo, anche doloroso. Per verificarlo, occorre scuotere delicatamente ma con decisione il paziente, chiamandolo ad alta voce e magari pizzicandolo per provocargli dolore. Se si ha assenza di risposta a questo stimolo, CHIAMARE IMMEDIATAMENTE IL 118 prima di qualunque altra cosa. Anche in caso di ripresa di coscienza, è comunque preferibile sottoporre il paziente ad una visita di controllo: molto spesso, la perdita di coscienza per tempi minimi può essere un episodio isolato, provocato magari dal caldo o da una congestione che non lascia alcun segno per la salute, ma non per questo va sottovalutata.
Il persistere di uno stato di incoscienza, rende necessaria l’attivazione del BLS (supporto delle funzioni vitali di base), in grado, se praticato precocemente e in modo efficace, di mantenere una sufficiente ossigenazione dei principali organi vitali, in attesa di un soccorso avanzato. La conoscenza di queste procedure dovrebbe essere conosciuta dalla maggior parte possibile della popolazione. Per questo, si raccomanda un’attenta lettura della pagina dedicata.
Normalmente, alla perdita di coscienza sono associati altri sintomi, come pallore della pelle e sudore: si tratta di segni di shock, che possono sottintendere la presenza di patologie importanti non solo di origine medica, ma, ad esempio, traumatica: se si ravvisano questi segni, è opportuno comunicarli tempestivamente al 118.
Un altro sintomo tipico di grave sofferenza è il cosiddetto dolore toracico, che si manifesta in modi molto diversi da persona a persona, con varie intensità e durata, ma è facilmente riconoscibile da un particolare senso di oppressione, spesso combinato con difficoltà respiratoria, dolore alla schiena, formicolio agli arti superiori (più spesso il sinistro), sudore freddo e pallore della pelle. Non sempre tutti questi sintomi sono presenti, così come spesso è associato un senso di mancata digestione. Specialmente questo aspetto fa si che diverse volte questo sintomo venga fortemente sottovalutato, ma spesso si tratta di segni di sofferenza cardiaca in conseguenza di infarto. Quando si ha notizia di un tale sintomo, CHIAMARE IMMEDIATAMENTE IL 118 e impedire al paziente di fare qualsiasi movimento, mantenendolo in posizione semiseduta in attesa dei soccorsi.
Un altro sintomo da considerare come potenziale emergenza è l’insorgenza improvvisa di stato confusionale, perdita dell’uso corretto della parola, perdita di funzionalità di uno o più arti, talvolta correlato a forti mal di testa iniziali e/o perdita di feci e urine. All’insorgere di queste sofferenze, si può ipotizzare un malore di origine neurologica, che può essere originato da varie patologie e anche in questo caso, occorre CHIAMARE IMMEDIATAMENTE IL 118 e attenersi strettamente alle istruzioni che verranno impartite. Per alcune patologie di questo tipo, una terapia farmacologia somministrata per tempo può essere risolutiva, quindi la tempestività è fondamentale.
Questa è una brevissima panoramica su alcuni “segnali” fisiologici facilmente riconoscibili anche ad occhi inesperti che, nella norma, prevedono un intervento immediato. Naturalmente, queste notizie non sono esaurienti dell’argomento, ma sono rappresentativi di situazioni estreme che, purtroppo, statisticamente rappresentano un’alta percentuale delle patologie acute. Ho fatto questo breve elenco per dare un esempio concreto di quali siano alcuni dei “segnali di pericolo”, che non devono farci perdere tempo e per farvi rendere conto, senza cadere nell’allarmismo, che è sempre meglio non sottovalutare l’insorgere, specie improvviso, di qualcosa di “insolito”.

Ecco l’elenco dei 34 volontari del Gruppo CRI Sangiacomo di Roburent:
Barberis Massimo
Borgna Pierangelo
Brignone Ugo
Caramello Patrizia
Ferrando Carlo
Ferrua Stefania
Galleano Federica
Garelli Umberto
Giusta Enzo
Mamino Angela
Manera Pierluigi
Marcialis Angelo
Marcialis Hilary
Merlo Paola
Musso Giovanni
Nasi Guido
Pastorino Gianni
Persi Massimo
Plazzi Francesco
Prato Luciana
Ravotti Luigi
Regis Andrea
Regis Francesca
Regis Roberta
Rovella Primo
Salvatico Mirella
Sanna Antonio
Schirripa Nicola
Traverso Regolo
Vaggi Giuseppe
Vallepiano Alberto
Vds C.R.I. Regione Liguria con estensione allegato A:
Chiabra Alessandro
Conterno Sara
Romani Marco

Il Gruppo CRI Sangiacomo

Il Gruppo CRI Sangiacomo