Il Comprensorio visto da voi

Sangiacomo in estate In questa sezione riportiamo le descrizioni del Comprensorio così come lo vedete voi.
Ecco due testi inviatici da Ersy, un frequentatore del nostro forum.

Non venite a S.Giacomo

A tutti voi, amanti della montagna e dello sci, frequentatori delle zone più “modaiole” del comprensorio, dopo molto ragionare per cercare di capire quali possano essere le principali mancanze della nostra piccolissima stazione sciistica, mi sono dovuto arrendere all’evidenza e quasi recitando un “mea culpa” ,vi dico che :

Non venite a S. Giacomo………., perché da noi non avrete la possibilità di gustare ed assaporare quel dolce senso di ansia, quel sottile nervosismo che lentamente e con il passare del tempo cresce sfociando in una rabbia incontrollata, mentre state cercando un piccolissimo, uno strettissimo, un luridissimo, un fottutissimo parcheggio.

Noi a San Giacomo purtroppo arriviamo “posteggiati” già da casa.

Non venite a S. Giacomo………., perché da noi non potete, una volta scesi dalla macchina, vestiti di tutto punto, con gli scarponi perfettamente allacciati che impediscono i movimenti più elementari, un numero non ben precisato di sci sulle spalle, vari seggiolini per la famiglia e le maledette racchette che sembrano avere vita propria scappando in tutte le direzioni fuorché rimanere nelle mani, vi accorgete contenti che vi state apprestando a fare un adeguato riscaldamento di presciistica, dovendo percorrere alcuni miseri e pochi chilometri prima di arrivare alla biglietteria.

A San Giacomo, purtroppo non pratichiamo attività di presciistica perché abbiamo sempre un parcheggio che ci aspetta vicino agli impianti.

Non venite a S. Giacomo………., perché non possiamo assicurarvi che, finalmente arrivati alle biglietterie perfettamente riscaldati e con una piccolissima quantità di adrenalina accumulata (importantissima perché fa molto bene prima di sciare rendendo reattivi al massimo),con le tempie che pulsano all’impazzata e non sapendo più dove è finita la famiglia, vi accorgete che non avete pensato a contattare la banca e “richiedere” un mutuo per il giornaliero che dovete comprare.

A San Giacomo purtroppo è sufficiente avere 20 miseri “euri” nelle tasche.

Non venite a S.Giacomo,……….perché finalmente accomodati in seggiovia, forse accaldati e leggermente stanchi ma paghi della bellissima giornata che vi aspetta e mentre vi state gustando il meritato panorama che vi circonda, udite finalmente quel bellissimo suono, quel soave rumore, quel rimbombo assordante, quasi fosse una cannonata, che stavate cercando e che vi raggiunge e accompagna per tutta la giornata : la dolce e melodiosa musica tekno che fuoriesce dagli altoparlanti degli impianti di risalita.

A S.Giacomo abbiamo solamente il leggero e fastidioso cigolio, provocato dalle ruote che trascinano lentamente la fune, che ci permette di assaporare il paesaggio e di godere di quel silenzio che solo la montagna sa regalare, magari parlando e scherzando finalmente con i ns. figli.

Non venite a S.Giacomo,………. perché da noi non possiamo regalarvi quella bellissima sensazione di impotenza, quel senso di farfalle nello stomaco, quelle imprecazioni di godimento quando finalmente, sci ai piedi e pronti ad affrontare tutte le agognate piste, vi accorgete che per prendere il primo impianto servono come minimo 45 minuti di attesa.

A S.Giacomo per nostra sfortuna, siamo costretti a prendere al volo “gli skilift” con notevole rischio personale mentre per la seggiovia ci stiamo organizzando, in quanto il cancelletto e il pilone alla partenza, ci pongono dei seri problemi. Sembra comunque che alcuni audaci, sfidando i severi controlli dei gestori, ci siano riusciti ma in tutta onestà siamo nel campo delle “leggende metropolitane”.

Non venite a S.Giacomo,………. perché da noi non potete vivere quella esaltante impressione che provate guardando il paesaggio illuminato a giorno da un numero non ben precisato di Watt, affacciandovi da casa alle undici di sera e pensando di essere stati catapultati al centro di uno stadio o in mezzo ad un parcheggio di un centro commerciale.

A S.Giacomo possiamo solamente, dopo una serata passata con gli amici al bar, davanti ad un camino scoppiettante e accompagnati da una grappa, uscire dal locale, alzare gli occhi al cielo e vedere le innumerevoli stelle che stanno sopra le nostre teste e capire quanto sia grande quello che ci circonda.

Sicuramente il ns. piccolo comprensorio non può e non potrà mai competere con “i forti” anche se sta facendo di tutto per rimanere al passo con le altre realtà rinnovandosi continuamente, per quello che gli è possibile, cercando però di non prevaricare la natura e soprattutto la montagna perché è fondamentale che essa deve essere vissuta in un certo modo e adeguandosi alle sue necessità ed ai suoi ritmi.
Tutto il resto è assolutamente “forzatura” e l’unica cosa che mi dispiace, non è il fatto che qualcuno possa preferire un’altra località piuttosto che S. Giacomo (anche se consiglio a tutti di provare almeno una volta) ma, lasciatemi la presunzione di affermare, che molte persone non si godono appieno quello che la vera montagna può offrire, perché “abbagliati” da un sistema che riesce a nascondere la vera essenza di essa.
Forse in un domani speriamo lontano, S.Giacomo non esisterà più come stazione sciistica perché è indubbio che “la lotta è dura “ e le “mode” sono devastanti. Se così fosse, vi posso però assicurare, che il mio piccolo comprensorio, mi ha dato la possibilità di conoscere e soprattutto di vivere la montagna al meglio conoscendone i più intimi segreti.
Voi potete dire lo stesso? Mi auguro per voi di sì.

(Ersy – giugno 2009)
Veduta da Alpet

Salve a tutti. Sono di Genova e ho qualche anno sulle spalle. Frequento S. Giacomo da diverso tempo e, per dare qualche indicazione più precisa, faccio parte di quelli che hanno avuto l’onore di sciare nella pista della manovia. Erano gli anni 60 o giù di lì e si veniva a S. Giacomo solo alla domenica, perché le possibilità erano quelle. Erano gli anni delle famiglie che avevano comprato le prime automobili ed incominciavano ad assaporare un po’ di consumismo. La nostra macchina era la mitica FIAT 600 e si partiva molto presto verso le sei e, se tutto filava liscio, si arrivava a destinazione in mattinata inoltrata.
Gli scarponi, colmi di calzettoni di lana spessa, erano di cuoio e non esisteva il problema della chiusura a “quattro o cinque attacchi” perché la chiusura era molto semplice: con le stringhe. Gli sci si affittavano nel piccolo negozio di merceria che era ubicato a fianco del panificio Sarak e ricordo ancora i proprietari (mi pare due fratelli) seduti davanti al negozio a prendere il sole con regolare abbronzatura da far invidia.
Ricordo l’albergo Nazionale con i suoi terrazzini di ferro a sbalzo sulla strada, la facciata colorata di bianco e gli infissi di legno tradizionali provvisti di regolari spifferi e vicino all’albergo esisteva ancora la strettoia formata dalla vecchia casa e la chiesa.
Si andava a mangiare al Bellavista che si poteva raggiungere dal Giardina sci ai piedi, percorrendo la vecchia stradina interna (oggi asfaltata ed ampia) che partiva più o meno dal cinema.
Non esistevano i gonfiabili e anche se fossero esistiti, non avrebbero riscosso un grande successo perché per noi era sicuramente più interessante e divertente poter fare una sciata o assaporare una divertente scivolata con gli slittini ( regolarmente di legno).
Insomma “un vecchietto” che però è ancora innamorato di questi luoghi e che continua a frequentare con la sua famiglia sia d’estate che d’inverno, con lo stesso entusiasmo di quando era bambino.
Ogni volta che gli impegni lo permettono, corro sù soprattutto per “disintossicarmi” da tutti gli stress accumulati in settimana dalla vita di città e le sensazioni che provo ogni volta che arrivo, sono sempre le stesse e affascinanti. A S. Giacomo trovo il silenzio che riesco ad “ascoltare”, a S. Giacomo trovo la pace e la tranquillità “che profumano” e che respiro a pieni polmoni, a S. Giacomo trovo colori che riesco quasi a “toccare”, a S. Giacomo trovo la serenità che oramai abbiamo perso nel ns. vivere quotidiano.
Ed è per tutti questi motivi che dopo anni di frequentazione “passiva” del sito, ho deciso di iscrivermi a questa comunità per cercare di dare, nel mio piccolo e con le mie poche risorse, un contributo al paese ed al comprensorio, per cercare di farlo continuare a prosperare.
S. Giacomo ha dato e sta dando ancora molto al sottoscritto ed alla sua famiglia, senza mai chiedere nulla in cambio ed è arrivato il momento che i favori ricevuti in tutti questi anni, siano restituiti “ad un vecchio e grande amico”.
(Ersy marzo 2009)